Il solito numero di agosto-settembre 1938 di Horror Stories ci regala oggi un mystery vero e proprio, con minime tracce di horror e sesso, per poter rientrare nei canoni consueti della rivista. In effetti, sono talmente minimi che un racconto del genere avrebbe potuto trovare ospitalità anche in pulp come Black Mask o Dime Detective.
Scritto da Julius Long (già visto in precedenza e autore molto prolifico nel periodo su questo tipo di riviste), è un racconto piuttosto scialbo e monotono, piatto e scontato, imperniato sulla morte per acido dalla doccia di un gruppo di studentesse di un prestigioso college altolocato, che rischia l'inevitabile chiusura per mancanza di iscrizioni dopo un fatto del genere, e tutta l'arzigogolata e improbabile vicenda vede uno degli insegnanti di chimica coinvolto nel cercare di salvarsi dall'infamante accusa di essere il killer dell'acido, mentre in realtà l'artefice del misfatto è lo stesso anziano preside dell'isituto. Nel frattempo il nostro "eroe" troverà anche modo di innamorarsi (ovviamente ricambiato) dalla gelida e precedentemente odiata segretaria del preside.
Scritto controvoglia e malamente sviluppato, il racconto mostra le peggiori pecche del genere, mancando quasi totalmente delle scene voyeuristiche insite negli shudder pulps, ma al contempo anche di una qualsiasi trama plausibile in un mystery vero e proprio (quale vorrebbe essere), risultando in un caotico affastellarsi di eventi che l'autore poi si vede costretto a spiegare al lettore in una sequenza insolitamente lunga e tediosa e non priva di possibili contraddizioni.
Deludente, quindi, ed è un peccato perché Long in precedenza ci era piaciuto anche molto.
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giovedì 18 luglio 2013
venerdì 8 febbraio 2013
Un pulp al giorno: On the Homicide of the Street
Oggi torniamo a parlare di Dime Detective, con un altro racconto tratto dal numero di marzo del 1946, scritto da Julius Long (autore nemmeno troppo prolifico e legato a varie testate mystery o hard boiled, come Black Mask e Detective Story), parte di un ciclo (non so quanto lungo) di racconti legati al personaggio di Clarence Darrow Mort (C.D. per gli amici), un avvocato espertissimo nel tirar fuori dai guai tutti i suoi clienti accusati dei più turpi delitti (alla Perry Mason, insomma).
La storia inizia con Mort che riesce, tramite un cavillo legale, a far assolvere un assassino reo confesso, finendo nel contempo per restare senza un soldo (il cliente è troppo povero per pagarlo), in galera per oltraggio alla corte (la caratteristica principale di Mort è quella di non avere peli sulla lingua e di non saperla tenere mai a freno), e subito invischiato in una serie di intricate vicende che lo porteranno a scoprire perché il cliente appena liberato sia finito a sua volta ucciso. Aiutato da un divertito e divertente cast di comprimari, Mort (personaggio per molti versi simile a Holmes di Elementary) riuscirà a risolvere il caso, assicurare il vero colpevole alla giustizia e ottenere anche la dovuta ricompensa (per la gioia del socio, piuttosto stufo di dover tirar fuori soldi per le varie sciocchezze compiute dall'amico).
Scritto veramente bene, con un personaggio particolarmente riuscito come protagonista e uno stuolo di caratterizzazione dannatamente pulp, il racconto in questione è un piccolo gioiellino di un numero della rivista che ne comprende almeno un altro (il Some like 'em dead di Frederick C.Davis, di cui abbiamo parlato nel post dedicato a Bill Brent) e nel complesso vale proprio il prezzo di acquisto (nel caso dovesse apparire a 2.99 dollari nel catalogo della Radioarchives).
La storia inizia con Mort che riesce, tramite un cavillo legale, a far assolvere un assassino reo confesso, finendo nel contempo per restare senza un soldo (il cliente è troppo povero per pagarlo), in galera per oltraggio alla corte (la caratteristica principale di Mort è quella di non avere peli sulla lingua e di non saperla tenere mai a freno), e subito invischiato in una serie di intricate vicende che lo porteranno a scoprire perché il cliente appena liberato sia finito a sua volta ucciso. Aiutato da un divertito e divertente cast di comprimari, Mort (personaggio per molti versi simile a Holmes di Elementary) riuscirà a risolvere il caso, assicurare il vero colpevole alla giustizia e ottenere anche la dovuta ricompensa (per la gioia del socio, piuttosto stufo di dover tirar fuori soldi per le varie sciocchezze compiute dall'amico).
Scritto veramente bene, con un personaggio particolarmente riuscito come protagonista e uno stuolo di caratterizzazione dannatamente pulp, il racconto in questione è un piccolo gioiellino di un numero della rivista che ne comprende almeno un altro (il Some like 'em dead di Frederick C.Davis, di cui abbiamo parlato nel post dedicato a Bill Brent) e nel complesso vale proprio il prezzo di acquisto (nel caso dovesse apparire a 2.99 dollari nel catalogo della Radioarchives).
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